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Quanti anni dareste a questa splendida rossa? Non fatevi distrarre dalle sue sue forme
procaci e al tempo stesso slanciate, da quel suo look malizioso tipo “vedo e non vedo”. Non volete sbilanciarvi? Ha quasi trent’anni, qualcosa meno della 205!
Sorpresi, vero? Pensavate che fosse ben più giovane? Invece, no, e di questa “eterna giovinezza” va dato ampio merito ai designer del Leone.

 

Innanzitutto, come si chiama? Si chiama Proxima ed è nata nel pieno dei mitici anni Ottanta, nel 1986 per la precisione. Apparentemente non ha nulla da spartire con le Peugeot che sono state prodotte in seguito, eppure c’è tanto di lei in loro.

 

Questa avveniristica concept car sperimentava materiali come la fibra di carbonio ed il policarbonato al tempo semisconosciuti in campo automobilistico. Inoltre, faceva ampio uso dell’elettronica, a quel tempo riservata all’impiego aerospaziale o alle supercar e che oggi troviamo in tutte le moderne vetture. Altro esempio semplice semplice? L’avanzato sistema di navigazione assistita. Il navigatore, insomma. Oppure, l’impianto di climatizzazione, gestito da cellule voltaiche alimentate ad energia solare.

 

 

Una vettura come la Proxima non poteva non avere una meccanica d’avanguardia. Il motore, ad esempio, era un sei cilindri biturbo di 2,8 litri che erogava ben 600 cavalli (ragazzi, vi ricordiamo che stiamo parlando del 1986!) ed era gestito da una centralina elettronica di tipo multi-point sequenziale.
Interessante il ricorso alla trazione integrale, che entrava in gioco solo all’occorrenza ovvero quando v’era perdita di aderenza di una o più ruote. Potentissimo, infine, l’impianto frenante affidato a quattro freni a disco autoventilati gestiti dall’abs.
Originale l’abitacolo, caratterizzato da colori accesi e vivaci dove trovavano posto comodamente due passeggeri, anche se la concept era proposta come una 2+2.

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