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La concept car che vedete in foto (è del 1988) si chiama Oxia. Se vi state domandando cosa significhi il nome, ve lo spieghiamo subito. Oxia, o meglio Oxia Palus, è una regione del pianeta Marte dove si trova il punto che gli astronomi utilizzano per il calcolo del tempo marziano.

 

Probabilmente il nome era stato ispirato ai designer Peugeot dalla linea avveniristica, quasi spaziale, di questa coupé sportiva biposto che trasmetteva libertà e che univa funzionalità ed eleganza.

 

Nonostante le apparenze, Oxia non era una vettura da competizione (anche se alcuni suoi elementi stilistici sono rintracciabili sulla 905 che qualche anno dopo trionferà alla 24 Ore di Le Mans) ma può essere considerata una vera e propria scultura di carbonio, con una carrozzeria studiata per essere sempre attuale.

Oxia montava un 6 cilindri, 24 valvole, che eroga 680 CV a 8200 giri al minuto, e disponeva di quattro ruote motrici e sterzanti.

 

La linea era stata stata studiata per dare al conducente il massimo della visibilità. In quest’ottica vanno considerati il cofano corto, l’ampio parabrezza inclinato, la quasi totale assenza di sporgenze, i retrovisori a livello degli occhi.

 

Oxia è stata anche il primo esempio di autovettura interattiva (ricordiamoci che siamo nel 1988, quando cioè sul mercato internazionale furoreggiava la 205). Proponeva, infatti, un sistema di comunicazione basato su un pc portatile su cui confluivano anche le periferiche radio e telefono.

 

Un apposito computer, poi, controllava l’aria condizionata, l’accesso a basi di dati di viaggio di supporto alla navigazione. Ovviamente non mancava un impianto hi-fi, indispensabile per il comfort dei passeggeri nei lunghi viaggi … non necessariamente marziani!

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