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Per quanto ardita, come ardite sono molte delle concept “made in Peugeot”, la concept che vi proponiamo questa settimana non esce dal Centro Stile Peugeot, bensì dall’estro di un giovane designer slavo, Marko Lukovic, appassionato di cartoni animati e di fiction cinematografica.

Il suo Moonster era la realizzazione pratica del progetto vincitore di un concorso internazionale su internet istituito nel 2001 da Peugeot per dare visibilità ai giovani designer di tutto il mondo.

 

La trasformazione, da proposta virtuale a modello reale, fu realizzata dagli specialisti del Centro Stile del Leone che dovettero interpretare i singoli disegni presentati da Lukovic senza tradire o alterare la visione complessiva del progetto.

 

Ad esempio, per rispettare la carrozzeria «tutta in alluminio» ipotizzata dal giovane designer, i tecnici Peugeot dovettero definire tagli di lamiera che permettessero di realizzare a mano le parti imbutite e le forme, per poi lucidarle.

 

Per sostenere questa carrozzeria in alluminio fu progettato un telaio autoportante che definiva, mediante elementi collegati meccanicamente, un’ossatura in carbonio. Intorno al cockpit con due posti allineati furono montati vetri in policarbonato.

 

Le ruote, in alluminio, erano frutto del lavoro congiunto con Michelin che costruì pneumatici di 300 x 55 R21 con scolpiture assolutamente anticonvenzionali, che ricordano le impronte lasciate dagli astronauti sul suolo lunare.

 

Privo di motorizzazione, di trasmissione e di sospensioni, il Moonster era una specie di scultura dalla forma fluida, aerodinamica. Realizzato con l’aiuto del carrozziere Lecoq, che si occupò di costruire la carrozzeria in alluminio, misurava 4 metri di lunghezza e 1,95 di larghezza, con un passo di 3.

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