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Guardando le foto non lo credereste, ma la vettura è di quasi vent’anni fa: fu presentata da Peugeot nell’ormai lontano 1996. Si chiamava suggestivamente Asphalte, perché l’asfalto era il suo “territorio”.

 

L’Asphalte era una barchetta sportiva allo stato puro, progettata per esaltare ed assaporare la guida, senza la necessità di dover domare una potenza eccessiva.
Infatti, sotto quella carrozzeria corsaiola si celava un 1600 cc da 90 CV prelevato di sana pianta dalla gamma della piccola 106.

 

Ma questi 90 CV erano sufficienti a spingere l’Asphalte fino a toccare i 200 orari, grazie anche ad un peso di appena 580 chili, poco più di una Formula 1 del tempo, da cui aveva ereditato la tecnica costruttiva, da poco nata, della scocca in fibra di carbonio.

 

L’Asphalte era una biposto ma poteva diventare una monoposto nascondendo il sedile del passeggero con un apposito prolungamento della carrozzeria. Il pilota accedeva al suo posto di guida ribaltando il volante che era regolabile elettricamente, come elettrica era la regolazione anche della pedaliera. Il cambio era, invece, un automatico a tre rapporti.

 

Ciò che colpiva immediatamente nell’Asphalte era, però, la particolare disposizione delle ruote posteriori ravvicinate, che conferiva a questa concept car una configurazione spiccatamente cuneiforme che ne accresceva il potere “fascinosamente” aggressivo del design della carrozzeria.

 

Per finire una curiosità. L’Asphalte proponeva già nel 1996 i rollbar singoli retrattili, che sarebbero stati adottati, con gli opportuni aggiornamenti, anni dopo, dalla 206 CC e dalla 307 CC.

 

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