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Volendo liquidare in una battuta la concept car presentata da Peugeot al Salone di Francoforte del 2005, verrebbe da dire che la 20Cup era il frutto del lavoro di un progettista indeciso fra un’auto sportiva e una moto da corsa.

 

Vista frontalmente, la 20Cup era in tutto e per tutto una biposto da competizione, con l’ampia presa per l’aria che veniva poi evacuata lateralmente, davanti alle ruote anteriori. Proprio come sulle moderne auto da corsa, la parte inferiore della fiancate fungeva da diffusore aerodinamico per caricare al massimo l’avantreno.

 

Vista da dietro, invece, la 20Cup sembra una moto GP, con il suo “ruotone” sostenuto da un monobraccio con relativo gruppo molla/ammortizzatore e dotato di un bilanciere che assicurava la variazione dell’elasticità.

 

La sensazione di automoto da corsa trasmessa dalla 20Cup era ulteriormente rafforzata dal posto guida, ricavato nel telaio in fibra di carbonio. Il pilota, seduto a pochi centimetri dall’asfalto, azionava il cambio a sei marce ad innesto frontale tramite le paddle al volante.

 

Un progetto folle? Solo in apparenza, perché sotto il cofano anteriore della 20Cup debuttava un motore che, pochi anni più tardi, sarebbe entrato nella gamma del Marchio. Si tratta di un quattro cilindri turbobenzina ad iniezione diretta di 1,6 litri realizzato in collaborazione con Bmw.

 

Se pensate che la 20Cup pesava appena 500 chili e che la potenza erogata dal propulsore era di ben 170 CV, potete ben immaginare quali prestazioni poteva raggiungere. Da brivido. O, meglio, da corsa.

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